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Il Welfare Aziendale vale 500 milioni

Il Welfare Aziendale vale 500 milioni

Rassegna stampa – IlSole24Ore, 09 Ottobre 2017

Scende l`importo medio (810 euro) ma il consumo si stabilizza e crescono i benefit accessori.

Il contratto nazionale di lavoro del comparto degli orafi e argentieri, firmato recentemente, prevede l’avvio di misure di Welfare Aziendale a supporto dei lavoratori e, per la prima volta, rende il Welfare Aziendale elemento chiave nel rinnovo contrattuale. Le imprese del settore dovranno mettere a disposizione della categoria 1oo euro di servizi Welfare a partire da gennaio 2018, 150 a partire dal giugno 2019 e 200 euro a partire dal giugno 2020. Il contratto degli orafi e argentieri è solo uno degli ultimi esempi in Italia interna di sviluppo di Welfare Aziendale. Negli ultimi mesi il mercato è cresciuto, seguendo il trend già consolidato nel 2016, complice soprattutto l`integrazione introdotta lo scorso 27 febbraio nel contratto nazionale dei metalmeccanici, rinnovato il 26 novembre 2016, che prevede a partire dal primo giugno 2017 misure di welfare sottoforma di beni e servizi da mettere a disposizione dei lavoratori. Il budget a disposizione è di 1oo euro (dal primo giugno 2017), che saliranno a 150 euro dal giugno 2018 e a 200 dal giugno 2019. La crescita è attestata dai dati: secondo l’Osservatorio Rwa Consulting, spin off di Easy Welfare, piattaforma specializzata nella gestione ed erogazione di servizi di Welfare Aziendale, che gestisce circa 45o piani aziendali e prevede di chiudere il 2017 con un fatturato vicino agli 8 milioni (in crescita del 5o% rispetto al 2016), le misure di Welfare erogate tramite piani flexible benefit interessano oltre il 90% della popolazione aziendale nel 67% dei casi considerati (più di 1oo società); la copertura media è pari a circa l`82%della popolazione aziendale complessiva. Il Welfare, dunque, coinvolge la quasi totalità dei lavoratori, in tutti i settori produttivi, in particolare in quello dell’industria manifatturiera, proprio in virtù della modifica al contratto nazionale di lavoro dei metalmeccanici introdotta a febbraio.

«Abbiamo rilevato un notevole aumento di aziende che si rivolgono a noi per i propri piani di welfare – spiega Federico Isenburg, amministratore delegato di Easy Welfare: quest`anno sono 75 in più rispetto al 2016 e questo grazie all’apertura dei metalmeccanici, a cui sta seguendo quella degli orafi. Ora stiamo assistendo ad uno stabilizzarsi dei consumi, non strettamente legati alle esigenze della famiglia».

Il trend dell`utilizzo è infatti più eterogeneo: una quota preponderante dei consumi in flexible benefit riguarda sempre i servizi di rimborso istruzione, sanità e integrazioni previdenziali, che rappresentano complessivamente circa il 69% dei consumi complessivi del benefit nei primi sei mesi dell`anno. Ma si tratta di una percentuale in calo rispetto al 2016 (quando era a quota 73%) a vantaggio dell`aumento dei consumi della tasca fringe benefit (17,6% dei consumi complessivi nel primo semestre 2017) e dei servizi dell`area ricreativa, anche a causa di un più ampio panel di servizi offerti per queste categorie e un complessivo miglioramento qualitativo dell`offerta. Per quanto riguarda le abitudini di consumo per fascia d`età, i servizi di istruzione, sanità e previdenza risultano essere preponderanti per gli utenti con almeno 36 anni di età; per gli utenti al disotto dei 3o anni si evidenzia un maggior ricorso ad altri servizi flexible. L`importo medio calcolabile come media di tutti i benefit individuali del campione complessivo di aziende analizzate, riferito al semestre gennaio-giugno 2017, è di circa 810 euro, circa io euro in meno rispetto alla media del 2016, a causa dei piani flexible finanziati dal contratto metalmeccanico, caratterizzati da importi più ridotti. «Il mercato sta crescendo in fretta – ancora l’AD di Easy Welfare, che, ad esempio, proprio per gli orafi e i gioiellieri ha messo a punto un prodotto dedicato specificatamente alle famiglie e al tempo libero (cofanetti viaggio, carnet cinema, ingressi e percorsi termali, carte carburanti, eccetera) – le aziende ci credono e hanno capito l`importanza di piani ad hoc; le piattaforme di servizi si stanno rafforzando».
E le stesse aziende fanno scelte più “coraggiose”, anche al di fuori dei piani aziendali. Come il Colorificio San Marco, azienda veneziana che ha istituito nel 2013 un modello innovativo di welfare aziendale proprio assieme a Easy Welfare: da pochi giorni, oltre ai servizi messi a disposizione dei dipendenti relativamente a fondo pensione, assistenza sanitaria e sociale, rimborso delle spese scolastiche, corsi di lingue (per i quali ha vinto il premio Welfare Index Pmi sia nel 2016 che nel 2017), ha attivato il Progetto Academy, che, tra le altre cose, ogni lunedì e venerdì mattina trasforma in runner i dipendenti che vogliano fare attività fisica. L’azienda mette a disposizione spogliatoi, docce attrezzate, spazi-colazione da usare prima di cominciare la giornata lavorativa.

«Attualmente in Italia vengono transati in questo business circa 500 milioni di euro – conclude Isenburgsu un bacino potenziale che può arrivare tranquillamente fino a 3-4 miliardi».